Il libro “Figli della foresta”, edito da Becco Giallo, sarà lo spunto per il laboratorio creativo manuale condotto dall’autrice e illustratrice Chiara Abastanotti, rivolto ai ragazzi da 11 a 14 anni. Durata: circa un’ora. Su prenotazione al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-1114-anni-figli-della-foresta-1998945101609?aff=oddtdtcreator Per l’attività è previsto un numero massimo di 10-12 ragazze/i accompagnate/i da 1-2 adulti.
Nel 1873 l’esploratore e botanico tedesco Georg August Schweinfurth invia alla società geografica italiana un telegramma di poche righe dove è annunciata la morte di Giovanni Miani, la fine dell’esplorazione del Nilo Superiore finanziata dal governatore del Sudan Djafer Pascia e la presenza tra i beni lasciati da Miani di due “pigmei”. La parola pigmeo indicava allora alcune popolazioni che abitavano i territori della foresta pluviale dell’Africa Centrale e Occidentale. Il mondo scientifico va in fibrillazione, eccitato dall’idea di poter vedere dal vivo due persone di quei popoli. Ed è così che due bambini vengono di fatto deportati in Europa e violati nella loro intimità solo per essere osservati, classificati, analizzati. Due bambini ribattezzati dallo stesso Miani “Tibò” e “Kairalla”, togliendo così loro anche il vero nome delle terre natie, Tukuba e Makunka. Disumanizzati da una scienza che non li ha mai visti come persone, strappati ai loro affetti e alla loro foresta, costretti a viaggi estenuanti via mare e attraverso numerose città (Khartoum, Il Cairo, Alessandria, Napoli, Roma, Firenze, Rovigo, Verona), Tukuba e Makunka sono due simboli delle rimozioni sul passato coloniale italiano. Di loro restano solo una manciata di foto, i resoconti scientifici delle violazioni corporee subite, i volti mai illuminati da un sorriso, i commenti razzisti degli scienziati che li hanno esaminati e, da oggi, una graphic novel che restituisce loro dignità nella Storia.
