Il dramma degli internati militari italiani dopo l’8 settembre 1943 nelle lettere dal Lager «Noi internati militari abbiamo sofferto ciò che nessuno può immaginare. Raccontate pure che gli italiani di Badoglio (come ci chiamavano) sono morti di fame, sono stati ammazzati a legnate, sono stati impiccati perché costretti a rubare per fame. Le donne tedesche ci respingevano dai rifugi durante i bombardamenti, dicendo che per i traditori non c’è posto. Oggi le cose sono cambiate, ma solo pensare che noi possiamo perdere il ricordo è da pazzi».
Calliari era impaziente e attendeva di partecipare allo sforzo collettivo richiesto da un Paese che faticosamente usciva dalla guerra e si liberava dalle macerie prodotte dal fascismo. Era anche preoccupato dall’idea che qualcuno volesse «perdere il ricordo». Queste pagine sono un antidoto.
Conversano: Rolando Anni, Alberto Conci, Luisa Calliari, Fabio Calliari.
Modera: Daria Gabusi (Comitato Scientifico Casa della Memoria)
