Non ho inventato nulla; non ho immaginato personaggi, non ho creato trame. Ho solo raccolto pagine scritte da un uomo a cui il silenzio andava ormai stretto. Si firmava Urbano Cittadini – urbanista condotto; un nome reale, forse; oppure una maschera trasparente. Dentro quelle righe c’è l’eco della sua vita: ironia, fatica, solitudine e la testarda dignità di chi continua a resistere anche quando sa già di essere sconfitto. Ho fatto la cosa più semplice e più difficile insieme: non ho aggiunto niente. Ho lasciato gli spigoli, le pause, le macchie, le frasi interrotte, le risate nascoste, i colpi di tosse improvvisi, i vuoti, le contraddizioni. Non ho corretto, non ho addolcito. Perché a Urbano non interessava troppo l’attenzione. Voleva solo lasciare un piccolo segno, una scia fragile che dicesse: pur in disparte, c’ero anch’io. Per questo, queste pagine non portano il suo nome. Portano il mio; che non dice nulla. Io sono Miriam. Custode, non autrice. Questo è il diario di un urbanista condotto.
Antonio Rubagotti – Diario d’un urbanista condotto (La Compagnia della Stampa)
“Opera non riverente”
con Emilio Del Bono e Mario Gorlani
In collaborazione con:
Biografia
Antonio Rubagotti, baby-boomer mancato per poco, classe 1967, si laurea con lode in architettura al Politecnico di Milano nel 1995. Da allora lavora principalmente per pubbliche amministrazioni occupandosi prevalentemente di urbanistica e paesaggio. A volte potrebbe sembrare polemico, ma pare sia solo passione.
Ama la micologia. Meno l’ipocrisia.
Vive e lavora a Brescia.
Dettagli
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