Autunno 1931. Se non fosse per le stranezze di un paziente, la vita tra le corsie dell’ospedale Umberto I di Bellano scorrerebbe con la consueta routine. Invece Mentore Carcolati, il degente in questione, ha fatto una richiesta ben precisa, determinato ad abbandonare l’ospedale seduta stante se non verrà soddisfatta, anche a costo di mettere a repentaglio la propria salute e, non ultima, la reputazione del nosocomio. Così, il primario dottor Giulio Cesare Bombazza adesso è agitatissimo; suor Anastasia, suo braccio destro, corre di qui e di là senza sapere a che santo votarsi; il becchino Adelio Dilena, convocato dal Bombazza, fa il prezioso, calcolando se nel guaio in cui vorrebbero coinvolgerlo avrebbe o no da guadagnarci. Un fermento che ha cominciato ad affilare la curiosità inopportuna di qualche suora infermiera. Ma a parte tutto, quello che chiede il paziente è una cosa che si può fare? Perché va bene assecondare le sue comprensibili e umanissime ragioni, ma non sarà per caso un reato? Consultato di nascosto, il maresciallo Ernesto Maccadò se ne è lavato le mani: il primario e la suora facciano pure come vogliono, basta che non diano motivo di pettegolezzi o peggio; per il resto lui non vuole saperne nulla. Il tempo intanto stringe, perché l’intervento chirurgico cui il Carcolati deve essere sottoposto non può aspettare, e d’altra parte bisogna trovare un donatore per accontentare la sua richiesta capestro. Donatore di cosa? Di spazio, un angolino discreto, anche anonimo, purché in terra consacrata. Nell’attesa, ci si potrebbe affidare a un modernissimo frigidaire. Le storie che si intrecciano nella Bellano letteraria di Andrea Vitali non finiscono mai di stupire. Un luogo della fantasia che coglie sempre di sorpresa il lettore, trascinandolo in un vortice di vicende e personaggi inimmaginabili. Il piede nella fossa crea così un groviglio di destini che strappano più di un sorriso e al tempo stesso inteneriscono, avvolgendoci in quelle atmosfere lacustri tra le quali a ogni alba può davvero succedere qualunque cosa.
Andrea Vitali – Il piede nella fossa (Garzanti)
con Beatrice Nardo
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Biografia
(Bellano 1956) ha esordito nel 1989 con il romanzo Il procuratore (premio Montblanc per il romanzo giovane 1990). Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha successivamente ottenuto il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway nel 2008 (La modista), il premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante e il premio Campiello sezione giuria dei letterati nel 2009, quando è stato anche finalista al premio Strega (Almeno il cappello), il premio internazionale di letteratura Alda Merini, premio dei lettori, nel 2011 (Olive comprese), il Gran Trofeo Casinò di Sanremo nel 2021 (Un bello scherzo). Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia, nel 2015 il premio De Sica, nel 2019 il premio Giovannino Guareschi per l’Umorismo nella Letteratura e nel 2022 il premio Racalmare Leonardo Sciascia. Dai suoi romanzi che hanno per protagonista il maresciallo Ernesto Maccadò è tratta la serie TV di Rai 1 «Una finestra vista lago», diretta da Marco Pontecorvo, con Antonio Folletto e Giulia D’Aloia. I suoi romanzi più recenti sono Il sistema Vivacchia e I rimedi del dottor Aiace Debouché. Dal 2020 collabora con «il Fatto Quotidiano».
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