In questo nuovo Quaderno della collana dei quaderni della Fondazione Germozzi di Confartigianato Imprese, Carlo Cambi ci accompagna dentro una visione del mondo in cui il saper fare non è nostalgia, ma chiave per interpretare la contemporaneità. L’enogastronomia italiana, nelle sue pagine, non è un archivio di ricette: è una pratica culturale viva, un luogo dove mani, materie prime e territori si incontrano per generare senso e bellezza. Il riconoscimento dell’Unesco alla cucina italiana come patrimonio dell’umanità segna un passaggio storico decisivo. Ma ogni consacrazione porta con sé una responsabilità: evitare che il patrimonio si trasformi in museo, che il prestigio diventi etichetta, che il cibo venga ridotto a “commodity” e il ristoratore a semplice somministratore di calorie.
Questo non è un libro sulla cucina, ma sull’identità.
Il cibo è cultura viva: mani, territori, memoria.
Carlo Cambi ci invita a scegliere il “fatto a mano” per difendere ciò che siamo.
