Il Nepal, spesso raccontato da alpinisti e amanti dell’avventura, è un paese che conosciamo grazie ai trekking e alla presenza di alcune tra le vette più alte del mondo e che riconosciamo nell’immagine stilizzata delle bandierine di preghiera colorate che ondeggiano al vento. È il paese degli ottomila: dell’Everest, dell’Anapurna, del Makalu, del Lhotse, del Dhaulagiri, degli sherpa e degli yak. Ma, sotto le montagne, la sua popolazione si misura ogni giorno con il peso della propria storia e la pressione del cambiamento, con la tradizione e le spinte sociali, con la corruzione e una persistente crisi economica. Questo reportage è il frutto di diverse indagini maturate e condotte sul campo nel corso di un viaggio durato tre mesi (da fine gennaio 2025 a metà aprile 2025) durante il quale l’autrice ha raccolto le testimonianze di chi vive questa transizione sulla propria pelle. Le tematiche trattate sono diverse: il culto della Kumari, la dea bambina che vive reclusa; i movimenti che lottano affinché le vittime della guerra civile ottengano verità e giustizia; l’emigrazione lavorativa a cui è costretta la maggior parte dei giovani nepalesi; la medicina tradizionale tibetana; le comunità queer che, nonostante una modernissima Costituzione, non vedono ancora garantiti i propri diritti e l’astrologia buddhista praticata dai Lama indovini. L’autrice incontra attivisti, avvocati, membri di associazioni, ex Kumari, studenti, sherpa, indovini, videomaker, donne transgender, guaritori, autisti e persone comuni in una sequenza di interviste e di analisi storico sociali che restituiscono la fotografia di un paese sospeso tra modernità e tradizione nel quale le tensioni sociali sono tangibili. Infatti, poco dopo il suo ritorno in Italia un’ondata di violente proteste contro la corruzione e la disuguaglianza, ha portato alle dimissioni del primo ministro e all’elezione di una nuova prima ministra ad interim. Giornalismo di viaggio, reportage sociale e saggistica si fondono dando vita ad un’opera che racconta un paese in cammino, che svela i lati nascosti della “Terra degli dei”, focalizzandosi su ciò che sta, anche fisicamente, sotto le vette e decisamente fuori dalla portata del turismo tradizionale, fornendo le chiavi per immergersi nella tradizione ma anche per capire il cambiamento che sta già avvenendo.
