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Domenico Quirico – Le quattro Jihad (Rizzoli)

con Giuseppe Spatola

29 Settembre 2025 ORE 18:15 19:15

Nel luglio del 1798 l’esercito di Napoleone Bonaparte sbarca in Egitto. L’islam, fino ad allora forte e ricco, si trova a essere facile preda e scopre per la prima volta la potenza dell’Occidente. È in questo scenario che si consuma il primo episodio di jihad moderno: il giovane Soleyman El-Haleby, fervente fedele di Aleppo, assassina il generale Jean- Baptiste Kléber, lasciando un segno nella storia della guerra santa islamica. Da qui, fra emiri e briganti, profeti e assassini, la sfida sanguinosa tra Dio e il mondo continua nel Sudan di fine Ottocento, con il duello tra l’enigmatico Mahdi e il generale Gordon Pascià, simbolo stesso dell’imperialismo britannico; poi prosegue nelle lotte dei tuareg contro il colonialismo francese e italiano, e infine si misura con l’oggi: con al-Qaeda e Osama Bin Laden, il miliardario saudita che ha saputo trasformare il jihad in una vera e propria «multinazionale del terrore», l’Isis e la restaurazione del Regno di Dio attraverso i «demoniaci» strumenti della modernità – internet, comunicazione, armi – e Hamas, che porta nella guerra senza fine per la Palestina non più la rabbia di chi sogna uno stato, ma la micidiale idea della purificazione di ciò che considera l’ultima colonia dell’Occidente. Con uno stile avvincente e il rigore del gran- de giornalismo, Domenico Quirico intreccia eventi e personaggi in un viaggio nel cuore di tenebra dell’estremismo, e insieme demolisce la distinzione fra buoni e cattivi tracciata dalla propaganda dell’uomo bianco, la «banale sceneggiatura di un film in cui il nostro eroe, emblema di civiltà e progresso, si scontra con un fanatico assassino», dimostrando come la guerra santa, in tutte le sue declinazioni, sia stata e continui a essere una forza che modella il destino del mondo.

 

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Biografia

Giornalista italiano, Domenico Quirico è reporter per il quotidiano torinese «La Stampa» e caposervizio esteri. È stato corrispondente da Parigi e inviato di guerra. Si è interessato fra l’altro degli avvenimenti sorti a partire dal 2010-2011 e noti come “Primavera araba”. Il 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come corrispondente, è stato rapito. Viene liberato l’8 settembre dello stesso anno, in seguito ad un intervento dello Stato italiano. Tra i suoi molti libri, ricordiamo Naja. Storia del servizio di leva in Italia (Mondadori, 2008), Primavera araba. Le rivoluzioni dall’altra parte del mare (Bollati Boringhieri, 2011), Gli ultimi. La magnifica storia dei vinti (Neri Pozza, 2013), Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria (Neri Pozza, 2013), Il grande califfato (Neri Pozza, 2015), Esodo. Storia del nuovo millennio (Neri Pozza, 2016), Morte di un ragazzo italiano. In memoria di Giovanni Lo Porto (Neri Pozza, 2019), Che cos’è la guerra. Il racconto di chi l’ha vissuta in prima persona (Salani, 2019).

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Pace e diritti
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